Qual è il motivo del male?


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…E ora parliamo di Kevin, presentato in anteprima e in concorso al Festival di Cannes 2011, è stato accolto calorosamente dalla critica: premiato come miglior film al London Film festival, senza dimenticare tre premi alla protagonista come migliore attrice e la miglior regia ai British Independent Film Awards. Ed è certamente un ottimo film.

we-need-to-talk-about-kevin-tilda-swintonCi si scontra da subito con il personaggio conturbante di Eva Khatchadourian (Tilda Swinton): un viso scavato e smorto, segnato dalle occhiaie, movimenti impacciati, sola in una casa che è un disastro. Si può intuire che una parte di lei è morta, l’altra parte lotta silenziosamente con il passato. Il colore del sangue la perseguita sotto diverse forme dai periodi felici fino al patetico presente, filo conduttore degli episodi cardine della sua esperienza.

Lentamente, tra i flashback, scaviamo nel suo passato: ha messo da parte gli interessi e la carriera per mettere al mondo un figlio, lasciando la città per vivere in provincia, scelte prese per accontentare il semplice e buon marito Franklin (John C. Reilly).

Dalla nascita di Kevin la sua vita viene annientata, ridotta a un rapporto filiale violentemente conflittuale. Mentre con il padre Kevin si dimostra un bambino allegro e accomodante, con la madre continua a piangere, passando dal provocatorio mutismo infantile fino alla ribellione adolescenziale. Kevin sembra naturalmente votato alla malvagità, ma ci si chiede – come la diretta interessata – se la sua indole sia una tragica e inevitabile conseguenza del malcelato rifiuto della maternità. Neanche la nascita di una sorellina addolcisce la scorza di Kevin, sempre più ostico e incomprensibile.

1329746566_e_ora_parliamo_di_kevin_il_trailer_videostill_1Sale durante la visione l’ansia di giungere ad un annunciato epilogo catastrofico, che spiega l’inquietudine di Eva, logorata dai sensi di colpa e dalla ricerca delle sue responsabilità. Il confronto finale non potrà che essere tra madre e figlio, due anime così distanti ma allo stesso tempo così dipendenti l’una dall’altra.

Alle origini del film il romanzo di Lionel Shriver Dobbiamo parlare di Kevin, nel quale la storia si tratteggia attraverso le lettere di Eva al marito assente, una vivida e sofferta discesa nella propria interiorità e nella storia familiare, da sempre contrassegnata da episodi e situazioni spiacevoli.

Allo stesso modo la pellicola di Lynne Ramsay riesce a trasmettere perfettamente il dramma interiore di una donna, di una moglie, di una madre che si interroga sui motivi più profondi del male, un male che si cela dentro di sé e si manifesta palesemente nel figlio mai voluto. Una famiglia tragicamente reale, con le mancanze, le sofferenze e i silenzi. Il tutto rappresentato dalla memorabile interpretazione dell’algida Tilda Swinton e degli inquietanti Kevin (Jasper Newell da bimbo – Ezra Miller da ragazzo), come dalle potenza delle inquadrature e dei simboli, dalla profonda elaborazione del montaggio, che mescola efficacemente passato e presente, realtà e subconscio e infine da una piacevole colonna sonora tesa a rappresentare i sentimenti contrastanti dei protagonisti.

E il tutto fa centro nello spettatore, turbato e commosso, affascinato da quell’abbraccio malato, dalla mancanza di risposte.

G.

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RegiaLynne Ramsay
Cast:
 
Tilda Swinton, John C, Reilly, Ezra Miller, Siobhan Fallon, Ashley Gerasimovich, Alex Manette
Produzione: 
Regno Unito, USA 2011
Genere
Drammatico/ Thriller
Durata:
112 min

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2 pensieri su “Qual è il motivo del male?

  1. Un film inquietante come pochi. Riesce a raggelare con così poco, senza dover ricorrere a scene violente o “splatter”… Molto bello.

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  2. Giusta osservazione 😉 Mi viene in mente la marmellata spiaccicata sul tavolino con le mosche. Più efficace di una coltellata.

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