American Gothic / Fight Club 2


Tra le pagine del graphic novel Fight Club 2, sequel del romanzo di culto del 1996, si trova un’affascinante citazione di un’opera-simbolo dell’arte americana del XX secolo.

Grant Wood American Gothic (1930)

Chuck Palahniuk e Cameron Stewart – Fight Club 2 (2012)
G.

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La spietata ironia di Angela Dalinger


Angela Dalinger, classe 1984

Angela Dalinger, classe 1984

Sfogliando le notizie di Facebook spesso si trovano, per caso, le fan-page di artisti contemporanei molto interessanti. Una di questi è Angela Dalinger, le cui illustrazioni colpiscono per il tratto stilizzato e le scene spesso macabre: uno stile inconfondibile.

Angela (nata come Sandra Angela Wichmann, nome da sempre odiato) è una giovane e sfuggente artista di ventinove anni, abita con i suoi due gatti a Neetzendorf , un paesetto di cento abitanti a ridosso di una foresta. Poco lontano da Amburgo, da cui è scappata via, come dice lei stessa nel suo blog di tumblr, dove si possono trovare molte sue creazioni. Soffre un po’ per l’isolamento artistico, ma non rimpiange affatto la caotica vita cittadina, nociva per la sua vena creativa e l’ispirazione (“Dalla mia finestra sento i gufi cantare e le volpi abbaiare, invece di adolescenti ubriachi e automobili” ).

A sedici anni Angela inizia a ricopiare i disegni di Roy Lichenstein per appenderli al muro della sua camera, e piano piano ci prende gusto, inizia ad apprezzare la pop-art, fino a distaccarsene a creare uno stile tutto suo, superando il mancato talento tecnico; ora attenta più che mai a non guardare troppo i lavori altrui, per evitare di imitarli e mantenere autenticità.

Il suo spacework

Il suo spacework

Le proporzioni e la profondità nei suoi disegni non contano nulla, anzi la loro deformazione contribuisce a rendere efficace l’immagine. L’attenzione dell’artista si concentra sui colori sgargianti e sui dettagli degli abiti, degli oggetti, dei mobili. Ciò che viene rappresentato è l’ordinario e il banale, secondo due tipologie in cui si dividono i lavori: scene di apparente tranquilla quotidianità da una parte, come bagnanti al laghetto, un ritratto familiare, il riposo domestico; dall’altra episodi macabri, violenti o  ripugnanti, i più interessanti probabilmente. Queste illustrazioni catturano l’attenzione e spiazzano l’osservatore, gli mostrano ciò che non si aspetta dalla banalità, sotto una luce del tutto cruda e onesta. Infatti dietro alla semplicità dei disegni, che sembrano portare a una dimensione infantile, si può trovare davvero molto della nostra realtà, proprio a partire dai suoi aspetti più bassi, imbarazzanti, squallidi. Diverse le tecniche utilizzate, come pennarelli, acrilico, colorazione digitale, ma sempre sorprendente il risultato.

Fa da padrone un oscuro senso dell’umorismo, trasmesso dai vari personaggi , inquietanti e accattivanti al tempo stesso. Un mondo variopinto popolato da divi, disperati, alieni, bambini, omosessuali, assassini, vittime, prostitute, musicisti. Tra gli ultimi lavori anche un fumetto, “The Werewurf”, realizzato per la rivista Orang, che mostra la vicenda di un improbabile uomo-talpa; tra le commissioni anche poster per diversi festival ed eventi.

Nel suo sito si possono trovare, oltre alle curiose illustrazioni, anche diverse fotografie, che evocano ambienti inquietanti e vaporosi. L’arte di Angela Dalinger va oltre la ricerca della bellezza, districandosi con successo tra l’ironia e la verità.

G.

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Metal concert (“The werewurf”)

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A warm night

 

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Airplane crash

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the Psychiatrists Room

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Bad habit

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Crime scene

Anonimoo